Osservare la neve volteggiare al di là del vetro, una tazza di tè fumante tra le dita, dopo sole 2 ore e mezza di sonno... è surreale, come assistere a uno spettacolo pirotecnico a rallentatore, in piena luce, attraverso un obiettivo sovresposto.
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E allora che fare? Quando tutti dormono e cercare di esser furtivi all'eccesso provoca più rumori del normale, quando la neve crea una bolla di silenzio nel quale le voci lontane risuonano così vicine... vestirsi, rimproverarsi, sorridere della propria idiozia, chiudere la porta cautamente e scendere le scale col cuore in gola.
La neve, la neve, la neve... forse non si può comprendere il vento senza saper danzare. Solo la danza naturale della neve può seguire un ritmo vorticoso mentre mi brucia sulle gote. Alle due e mezza del mattino.
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Lo scricchiolio dei miei passi sul ghiaccio è l'unico rumore che voglio sentire. Risa lontane risuonano e non ci faccio caso. Chi ha detto che la solitudine è triste? Ho i miei fantasmi a tenermi compagnia.
Il sole scioglierà tutto questo bianco. La mia idea di bianco. Per quanto ci sia sicuramente più bianco della neve. Affondo le mani in un cumulo ancora perfettamente tondeggiante e soffice, soffice da pungere la pelle e mi maledico. Sciocco, infantile, egoistico desiderio di possesso... Certe cose sono belle solo quando non ci appartengono. Sorrido. Chi ha detto che la solitudine non è divertente?