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IL BUS 2: al ritorno penso di premunirmi in anticipo di biglietto Terronvision e vado a Liverpool Street alla fermata giusta. Cioè: per circa un'ora vago a casaccio tra i bus a due piani alla fermata di Liverpool Street cercando invano quello che va a Stansted e mi sento ripetere che non c'è un bus, ma un treno... (-,-) nel frattempo mi riempio la pancia di una barretta di cocco ricoperto di cioccolato fondente e un bombolone alla crema con glassa al cioccolato di Krispy Kreme (*ç*) servendomi impunemente del bagno di McDonald dopo essermi scolata due bottigliette d'acqua. Quando i miei piedi ormai imploravano la resa, mi sono rivolta all'ufficio informazioni della stazione che mi ha indicato un secondo punto di fermata degli autobus dall'altra parte della stazione (O_o) dove trovo il bel bus bianco e rosa del Terronvision! Chiedo e un tizio sdentato che mangia un panino mi risponde che dopo dieci minuti avrebbero potuto vendermi un biglietto. Ne passano venticinque e dopo che una mandria di gente ha caricato armi e bagagli me ne vado impugnando l'agognato biglietto.
I MUSEI: sono gratis quasi tutti! (*-*) la gioia! Però andarci in compagnia di un'amica che non vedi da mesi e che vuole sapere tutto quello che è successo a te e a quelli che conosci è sconsigliabile (-_-)' rischi di rimanere con le chiappe incollate a una panca nella sezione islamica davanti cocci colorati a raccontare e ascoltare per circa tre quarti d'ora...
LA SVEGLIA E IL DIVANO: il divano era in pendenza e dopo un po' mi ritrovavo a risalire la scarpata col sedere per evitare di ranare a terra. Per esser pronta alle quattro del mattino per la partenza, ho puntato la sveglia del cellulare alle tre e mezza, valigia pronta, dovevo solo vestirmi. Mi metto a letto e a mezzanotte e mezza in cucina due si mettono a cenare e chiacchierare (-,-) all'una e mezza mi prende il panico di non aver puntato la sveglia e controllo con gli occhi sbarrati che sia tutto a posto, se non che mi rendo conto di aver puntato la sveglia all'ora giusta, ma di non aver calcolato il fuso orario (O_o) e dopo astronomici calcoli che mi hanno preso la testa assonnata riesco a puntare l'orario giusto. Finisce che mi sveglio un minuto prima che suoni per la paura di non sentirla suonare (-,-)
IL BUS 3: alle quattro del mattino una macchina si presenta alla porta di casa e mi trascina la valigia stipata e le borse sotto gli occhi fino alla fermata del bus. Il tassista scendendo mi fa: “di solito sono 10, ma stavolta facciamo 12” (O_o) @*#§%&£#!!!
Davanti al bus c'è una fila pazzesca. Io aspetto e aspetto, poi il bus vuoto si sposta più avanti e arriva un nuovo bus, praticamente pieno. Inizia a salire gente e quando sembra che ormai nel bagagliaio non ci sia più spazio per le valigie arriva un mezzo ubriaco con un boxer alla catena che si mette in fila dietro di me e pian piano ciondola verso il vano bagagli, fino a scegliere accuratamente uno zaino da trekking e tirarselo dietro per rimettersi in fila senza dir nulla (O_o) nessuno ha il coraggio di alzare un dito, ma in un momento di distrazione un ragazzo afferra lo zaino e lo rimette nel bagagliaio, proprio mentre annunciano che il bus è pieno e chiudono le porte. (ç_ç)
Il bus vuoto fa retromarcia e saliamo tutti con un po' di apprensione per le nostre valigie incustodite nel bagagliaio e il cuore in gola finché non viene chiuso. E sembrerebbe un'avventura conclusa se non fosse che... dopo cinque minuti di viaggio un ragazzo si accorge che stiamo tornando indietro e che non siamo sulla strada dell'aeroporto (O.O) L'autista si è sbagliato! E noi abbiamo fatto un tour aggiuntivo fuori programma per le vie deserte di Londra.
Alle cinque del mattino sulla campagna inglese la nebbia sembra una nuvola vista dall'aereo quando sorge il sole e le cime degli alberi spuntano dal nulla colorati di rosa.